TOP 100. I FUMETTI CHE HANNO FATTO LA STORIA DEL COLLEZIONISMO IN ITALIA

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Biografia

Raccogliere e catalogare oggetti (francobolli, automobili, film, figurine e ovviamente fumetti) è in fondo un modo per dare un senso alla vita. Non è infrequente, anzi, che la ricerca di un pezzo mancante divenga addirittura lo scopo primario nell’esistenza di un collezionista. E una volta raggiunto l’obiettivo, è facile, se non sicuro, che il collezionista se ne creerà subito uno nuovo, perché troppo eccitante è il ricercare un oggetto raro (e in quanto tale concupito da altri) e troppo gratificante è l’esperienza di trovarlo e farlo proprio. Ma l’attività collezionistica non si riduce al puro piacere privato del possesso e della contemplazione: essa ha in realtà un’enorme utilità pubblica e sociale, perché è solo grazie all’opera di raccolta e catalogazione portata avanti da tanti collezionisti che l’umanità può tuttora accedere a opere e oggetti che sono testimonianza e documento di epoche passate e che, senza i collezionisti, risulterebbero appunto irrimediabilmente perduti. Il collezionismo di fumetti ha tutte queste peculiarità e a esse aggiunge l’ulteriore piacere della lettura: nella maggior parte dei casi, infatti, a essere bello e interessante non è solo il contenitore, l’involucro, ma anche il contenuto. È il caso dei cento pezzi più rari del collezionismo a fumetti, nei quali figurano personaggi e vicende memorabili, divenuti in taluni casi dei cardini dell’immaginario collettivo nazionale: si va da Tex al Signor Bonaventura, da Topolino a Dylan Dog, da Corto Maltese a Diabolik. Veri e proprio gioielli dell’editoria e della creatività italiane che possono benissimo riuscire nell’impresa di far appassionare al collezionismo anche chi, finora, non ne sia stato sedotto.

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16:00-20:00
Sala museale, Palafiori